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I pianoforti digitali

  1. Quali sono le differenze tra pianoforte acustico, digitale, elettrico ed elettronico?

    • Il pianoforte acustico è lo strumento che ci è familiare che produce il suono grazie a martelli ricoperti di feltro che percuotono delle corde metalliche: si tratta quindi dello strumento che tutti conoscono, e viene normalmente chiamato semplicemente pianoforte (aggiungiamo acustico solo quando dobbiamo sottolineare la differenza dagli altri tipi di pianoforte, che da esso derivano);
    • il pianoforte digitale è uno strumento elettronico mirato ad imitare il pianoforte il più fedelmente possibile, sia nel suono che nel tocco. Il suono è campionato o comunque generato artificialmente, e riprodotto tramite amplificatori e casse acustiche. Il tocco viene invece "pesato" tramite sistemi di molle o leve che imitino la sensazione prodotta dalla meccanica dei pianoforti acustici;
    • il pianoforte elettrico è uno strumento elettro-acustico (la chitarra elettrica è il più noto del gruppo): la generazione del suono avviene analogamente agli strumenti acustici - una vera meccanica mette in vibrazione una o più corde, o altra parte metallica; la particolarità sta nella presenza di pick-up, che catturano il segnale acustico per trasmetterlo all'apparato di amplificazione. Questo genere di strumenti ha conosciuto un certo successo tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta;
    • il pianoforte acustico-digitale è un normale pianoforte acustico che può anche operare da pianoforte digitale. Si tratta di uno strumento nato nell'ultimo decennio, allo scopo soprattutto di potere suonare anche nelle ore notturne (grazie all'ascolto in cuffia);
    • per "pianoforte elettronico", spesso semplicemente sinonimo di "pianoforte digitale", può talvolta intendersi uno strumento detto piu` frequentemente "tastiera elettronica" (o, scorrettamente, "pianola"), con tasti non pesati e di estensione perlopiù notevolmente ridotta rispetto a quella del pianoforte. Il suono è nella maggior parte dei casi generato tramite sintetizzatore, sebbene possano esserci anche suoni campionati. Questo strumento, generalmente adottato nella musica rock, non ha di fatto niente a che spartire col pianoforte: l'unica analogia consiste nella comune appartenenza alla famiglia degli strumenti a tastiera.
  2. Come sono costruiti i pianoforti digitali?

    • I componenti principali sono: una tastiera con meccanica pesata, sensori che misurino la velocità dei tasti, un corredo di suoni, un sistema di amplificazione dedicato (può mancare in alcuni modelli particolari), e prese fra cui quella per la cuffia;
    • il pianoforte digitale è fondamentalmente un surrogato di quello acustico: mira perciò a riprodurne il più fedelmente possibile le caratteristiche di suono e tocco. Fondamentali sono quindi le voci di pianoforte, che devono venire campionate da un pianoforte acustico di alta qualità molti pianoforti digitali dispongono comunque di altre voci;
    • quando il tasto viene premuto, i sensori ne catturano l'azione, e un processore può calcolare il suono corrispondente nel pianoforte tradizionale. Anche il peso dei tasti — determinato da sistemi meccanici — dev'essere il più vicino possibile al modello originale;
    • la maggior parte dei pianoforti digitali offrono registri aggiuntivi rispetto a quello (o quelli) di pianoforte, che sono però di gran lunga i più importanti nella valutazione della qualità dello strumento.
  3. Quali sono i vantaggi del pianoforte digitale rispetto all'acustico?

    I principali vantaggi del pianoforte digitale sono:
    • relativa maneggevolezza. Il peso è normalmente inferiore alla metà di quello dei verticali acustici (per non parlare dei coda). Il fatto che digitale sia inoltre smontabile ne facilita il trasporto;
    • non occorre accordatura. Il pianoforte acustico va accordato una-due volte l'anno (o più, nel caso di uso molto intenso). I suoni nel pianoforte digitale sono invece registrati elettronicamente in forma numerica (da qui il termine digitale, dall'inglese "digit", che significa "cifra");
    • Possibilità di suonare in cuffia. Sarà così possibile esercitarsi anche in piena notte senza disturbare nessuno. Si noti che questa opzione è condivisa dai pianoforti acustico-digitali;
    • Facilità di manutenzione. Occorre solo prestare un po' di attenzione, come per le altre apparecchiature elettroniche: non versare liquidi, evitare l'esposizione diretta alla luce solare e un eccessivo impolveramento. Per il resto, in pratica, non occorre fare niente;
    • interfaccia elettronica. Molti pianoforti digitali hanno un'interfaccia (per esempio MIDI od USB), che consente il collegamento al computer o ad altri dispositivi. Si godranno così tutti i vantaggi della tecnologia digitale;
    • pluralità di registri. Con un pianoforte digitale non ci si limita al suono di pianoforte. In particolare, si potranno eseguire con maggiore fedeltà le opere organistiche e clavicembalistiche.
  4. Quali gli svantaggi?

    • Qualità del suono. Per quanto accuratamente il suono possa essere campionato, si rimane nei limiti di un suono digitale ed amplificato. Il gap con il suono originale del pianoforte acustico può diminuire con il progredire della tecnologia, ma non essere annullato;
    • restrizione delle possibilità interpretative. In uno strumento acustico, grazie alle diverse tecniche di esecuzione, è possibile produrre una gamma infinita di colori timbrici. Il pianoforte digitale può solamente riprodurre i suoni come sono stati inizialmente registrati: questo limita le sfumature interpretative in ragione della quantità di suoni disponibili. La tecnologia Harmonic imaging, grazie all'abbondanza e alla precisione del campionamento, mette in grado l'esecutore di avvicinarsi moltissimo alle potenzialità esecutive del pianoforte acustico;
    • in caso di guasto. Come negli altri dispositivi elettronici, possono esserci rotture o danni — per esempio nelle schede, nella meccanica o nell'amplificazione. Individuare l'origine del guasto può essere più difficoltoso che nel pianoforte acustico;
    • longevità. Il pianoforte tradizionale ha una vita di diversi decenni, pur scontando un certo declino di qualità col passare del tempo. Il pianoforte digitale ha prevedibilmente (i primi sono stati prodotti negli anni Ottanta) un arco di vita più breve, anche a prescindere dall'obsolescenza tecnica - vale a dire, dal fatto che nuove tecnologie rendono superate le precedenti;
    • rapido deprezzamento. Si tratta di una naturale conseguenza di quanto visto al punto "longevità". Se un pianoforte acustico rappresenta anche un buon investimento, da questo punto di vista quello digitale condivide il destino delle altre apparecchiature elettroniche, dal computer agli impianti HI-FI: una rapida perdita di valore nel tempo.
  5. Quali sono le caratteristiche principali che un buon pianoforte digitale deve avere?

    Prima di andare a scegliere un pianoforte digitale, prendete una cuffia di buona qualità e portatela con voi nel negozio di pianoforti. In questo modo potrete provare più a lungo e paragonarne la resa a quella a suono amplificato: l'ascolto in cuffia presenta il vantaggio di rivelare alcune sottili pecche che possono venire mascherate da una buona amplificazione. Se ci sono pianoforti acustici, usateli per confrontare il suono.
    Ricordate che sarete voi a usare il pianoforte, e non il venditore o un eventuale vostro accompagnatore, quindi seguite anche il vostro intuito.
    Ovviamente, esistono alcuni criteri relativamente oggettivi di scelta:
    • meccanica. La sensazione sotto le dita è quella di un vero pianoforte? Il digitale può solo imitare all'originale, ma più peso della tastiera e reazione al tocco vi si avvicinano, meglio sarà (per altre informazioni generali si veda la parte relativa al tocco nella pagina dedicata ai digitali Kawai);
    • capacità dinamica. Provate il pianissimo e il fortissimo, vedete quanto lo strumento può seguirvi. In generale, deve esservi la migliore rispondenza possibile al vostro tocco, non solo in volume di suono, ma anche in sfumature di colore;
    • suono. Impostate il suono principale di pianoforte, scegliete una nota e suonatela forte - tenendola e aspettando che il suono si esaurisca. La durata è sufficiente? è possibile che il suono sia asfittico; o che, al contrario, sia troppo lungo e pertanto innaturale (si può fare la controprova su un pianoforte acustico, per confronto). Si sentono "loops&uot; (innaturali ripetizioni di suono dovute al campionamento)? Ripetete questa prova con un accordo;
    • effetto stereofonico. Suonate qualcosa che progredisca lungo tutta l'estensione della tastiera, dal basso all'altro (o viceversa): per esempio una scala, un arpeggio esteso, una serie di accordi progressivi. La disposizione dei suoni è realistica, ovvero i suoni bassi sembrano venire da sinistra e quelli alti da destra?
    • polifonia.Indica quante note possono venire riprodotte contemporaneamente. Se la polifonia è ridotta (12-16; ma questo è infrequente nei digitali odierni), suonando col pedale molte verranno indebitamente eliminate subito, mentre dovrebbero poter durare più a lungo; questo succede perché, una volta raggiunto il limite massimo di suoni, le note aggiuntive cominceranno ad eliminare le precedenti;
    • un buon test è suonare l'ottava di do più bassa tenendo schiacciato il pedale di destra, e poi suonare un glissando (equivale a una "strisciata" continua delle dita sulla tastiera) di cinque ottave o più. I modelli mediocri interromperanno alcune note bruscamente, in modo avvertibile; i peggiori elimineranno una o ambedue le note più basse, che sono invece importanti armonicamente. I migliori strumenti riescono invece a rendere quasi inavvertibile l'eliminazione delle note in sovrannumero;
    • design. Il pannello di controllo è gradevole e facile da usare? Alcuni progettazioni infelici prevedono i controlli troppo vicini alla tastiera, col pericolo di azionarli inavvertitamente mentre si suona - con effetti anche disastrosi se si esegue un pezzo in publico;
    • altre opzioni. I suoni disponibili oltre al pianoforte sono quelli che desiderate? La loro qualità è adeguata? Apprezzabile è l'effetto "riverbero", che riproduce l'acustica di ambienti differenti quali una stanza, uno studio, una piccola sala, un teatro. La tastiera dovrebbe essere inoltre munita di un coperchio, di grande utilità per mantenere lo strumento pulito ed efficiente;
    • opzioni di accordatura e regolazione del suono. Se è vero che il pianoforte digitale non si accorda o intona, alcuni modelli offrono la possibilità di intervenire comunque sul suono, simulando l'intervento di un accordatore specializzato. Abbiamo ad esempio (riportiamo l'indicazione inglese del fabbricante Kawai):
      • transpose. Lo standard nell'accordatura è una frequenza (ovvero, altezza del suono) di 440 Hertz per il la centrale; se si suona con altri strumenti o con cantanti può essere però necessario tenersi un po' più alti o bassi
      • temperamenti. Un'altra possibilità è quella di accordare lo strumento con sistemi alternativi a quello equabile (o "temperato"), consacrato dal Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach; molti modelli Kawai mettono a disposizione diverse alternative - al sistema temperato in due versioni (semplice o con curva crescente di accordatura, che fa risaltare i toni alti): per ulteriori informazioni si vada alla pagina sulle caratteristiche dei pianoforti digitali Kawai.
    • pedali. Hanno gradazioni intermedie, oppure sono semplicemente on/off? Nel pianoforte acustico si possono ottenere molti effetti timbrici grazie ad un uso sapiente del mezzo-pedale;
    • Amplificazione. Potenza e posizionamento sono decisivi per un buon rendimento del pianoforte. La potenza non serve solo a suonare forte, ma può venire impiegata anche per ottenere una migliore qualità di suono. Ovviamente, l'importanza di questo aspetto viene drasticamente ridimensionata se si suona spesso in cuffia, o in collegamento con un impianto esterno di diffusione sonora.
  6. Quali sono le principali differenze tra le diverse marche e modelli?

    • Le maggiori differenze tra produttori riguardano:
      • campionamento del suono;
      • lineamenti fondamentali di progettazione della meccanica (i modelli superiori della Kawai utilizzano i pregiati tasti di legno,anzichè quelli usuali in materiale sintetico);
      • amplificazione;
      • design;
    • le differenze tra diversi modelli dello stesso produttore riguardano di solito:
      • peso e precisione della meccanica (nel caso di Kawai, anche il materiale);
      • potenza, numero e dimensione delle casse;
      • numero di voci;
      • polifonia (suoni riproducibili contemporaneamente);
      • optionals (un eventuale sequencer, metronomo, etc.).
      In generale, i pianoforti più costosi imitano più fedelmente il pianoforte, con miglior tocco e suono. La differenza tra un modello medio ed uno super-economico è di solito rilevantissima, mentre tra i medi e più costosi è meno rilevante — concerne soprattutto l'amplificazione e le opzioni aggiuntive. La maggior parte dei pianoforti sul mercato appartiene alla fascia media e ha usualmente caratteristiche accettabili per la maggior parte degli utenti.
  7. Ogni quanto tempo si verificano guasti?

    È impossibile rispondere con certezza. Molte persone possiedono un digitale da più di dieci anni, e non hanno mai avuto un problema. In altri casi sono stati necessari continui interventi tecnici. Come per altri prodotti elettronici, alcuni sembrano "nascere male", indipendentemente da marca o modello. Si tratta comunque di una minoranza di casi - ed è previsto un periodo iniziale di garanzia per tutelare l'acquirente da evenienze del genere.

Questa pagina è un adattamento delle F.A.Q. sui pianoforti digitali di Kawai Australia.