|
|
 |
 |
Scegliere bene
I criteri di scelta
Come valutare la qualità di un pianoforte?
Chi vuole acquistare uno strumento ha spesso pochi riferimenti, se non eventualmente il
parere altrui:
qualche elemento di giudizio, pur schematico, non potrà che contribuire ad una
scelta più consapevole.
- Suono: distinguiamo due aspetti fondamentali, il volume di suono e
il timbro.
- L'intensità di emissione sonora è legata ad alcune caratteristiche dello strumento, quali
la lunghezza delle corde
(proporzionali all'altezza nei pianoforti verticali, e alla lunghezza in quelli
a coda), le caratteristiche della tavola
armonica, e il tipo di feltro impiegato nei martelli. L'effetto finale è
comunque condizionato in modo decisivo
dall'acustica, ovvero dalle condizioni di riflessione delle onde sonore del
posto nel quale si trovano pianoforte e
ascoltatore. Moquette, tapezzeria, folla di persone tendono ad assorbire la
potenza, mentre le pareti nude la
amplificano (l'effetto non è necessariamente positivo, l'esempio estremo è l'
"effetto eco" delle cattedrali, che
disturba un'esecuzione pianistica): spostando lo strumento, può cambiare la
resa sonora. Se in casa si ha la
moquette, è bene acquistare degli isolatori (fondamentalmente dei piattini di
plastica o metallo) per evitare che una
dispersione eccessiva, pur tenendo conto che non sempre l'emissione maggiore è
la più auspicabile.
-
Se il volume è l'intensità del suono, il
timbro
ne è il colore. è grazie al timbro che riconosciamo le voci degli altri, o
distinguiamo uno strumento musicale dall'altro: da un punto di vista fisico, le
differenze del timbro corrispondono a
differenze nella forma dell'onda sonora – mentre l'intensità del suono dipende
dalla differenza tra minimo e
massimo di oscillazione e l'altezza dalla frequenza, o numero di cicli d'onda
per unità di lunghezza. L'alternativa
fondamentale è tra timbri scuri, o dolci, e timbri chiari, o squillanti -
normalmente associati anche a una maggiore
potenza sonora. Dal punto di vista costruttivo questa differenza è in primo
luogo dovuta alla consistenza del feltro
dei martelli; l'intervento di un tecnico, che deve però essere esperto, può
addolcire il timbro.
Il timbro deve innanzitutto piacere a chi dovrà usare lo strumento, e su questo
c'è poco da dire: de gustibus non
est disputandum. Le preferenze, a dire il vero, tendono a variare nello spazio
e nel tempo: i timbri scuri erano i
preferiti in Europa, mentre America ed Asia preferivano suoni più aperti; oggi
riscontriamo però nelle giovani
generazioni anche del nostro continente una decisa tendenza ad apprezzare voci
più chiare.
Qualche parametro oggettivo lo si può trovare: sono più pregiati gli strumenti
che presentano un'uniformità di
colore (e di volume) in tutta l'estensione sonora, senza "salti" improvvisi.
Per il costruttore è difficile raggiungere
tale uniformità: uno dei punti più difficili è quello, nei medio-bassi, che
corrrisponde all' "incrocio" delle corde.
Altre zone insidiose, in tutti gli strumenti musicali (ma anche per i
cantanti), sono le ultime note in basso e in alto,
ove le condizioni di emissione sono estreme; va però detto che, in particolare
per il pianoforte, tali note non
vengono praticamente mai utilizzate.
- Meccanica:
chi ancora non suona tende a sottovalutare questo elemento, che è invece
importantissimo (proprio questo,
assai poco intuitivo, è uno degli aspetti fondamentali di superiorità del
pianoforte a coda). Qui i parametri di giudizio
sono più oggettivi che nel caso del suono: la meccanica, che trasmette alle
corde l'azione dell'esecutore e determina la
qualità del tocco, deve essere affidabile e precisa; questo non solo per riprodurre
fedelmente le intenzioni artistiche del
pianista, in particolare nelle note ribattute e nei passaggi più veloci, ma
anche per consentire di suonare a lungo senza
stancarsi. Una meccanica affidabile eviterà inoltre frequenti interventi di
messa a punto.
- Mobile: su questo punto si ha ben poco bisogno di consigli tecnici – noi stessi siamo
maestri nel decidere dei nostri gusti
estetici, e di cosa si può inserire al meglio nel nostro arredamento. Possiamo
solo ricordare che non vi è relazione
necessaria tra qualità del mobile e resa musicale dello strumento: va solo
tenuto conto del fatto che pianoforti più alti (nel
caso dei verticali, più lunghi in quello dei coda), offrendo maggiore spazio
alle corde, hanno normalmente miglior resa
sonora.
Quando si prova uno strumento, si tenga conto che il pianoforte acustico, anche
quando fabbricato con le tecnologie più
moderne, mantiene le caratteristiche del prodotto artigianale: tra esse, una
certa variabilità tra pezzo e pezzo, anche a parità di
marca e modello. Tale variabilità è comunque meno accentuata nei pianoforti
prodotti su larga scala, specialmente laddove lo
standard di qualità viene innalzato da severi controlli sulla produzione.
|
 |
 |