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Scegliere bene

I criteri di scelta

Come valutare la qualità di un pianoforte? Chi vuole acquistare uno strumento ha spesso pochi riferimenti, se non eventualmente il parere altrui: qualche elemento di giudizio, pur schematico, non potrà che contribuire ad una scelta più consapevole.
  • Suono: distinguiamo due aspetti fondamentali, il volume di suono e il timbro.
    1. L'intensità di emissione sonora è legata ad alcune caratteristiche dello strumento, quali la lunghezza delle corde (proporzionali all'altezza nei pianoforti verticali, e alla lunghezza in quelli a coda), le caratteristiche della tavola armonica, e il tipo di feltro impiegato nei martelli. L'effetto finale è comunque condizionato in modo decisivo dall'acustica, ovvero dalle condizioni di riflessione delle onde sonore del posto nel quale si trovano pianoforte e ascoltatore. Moquette, tapezzeria, folla di persone tendono ad assorbire la potenza, mentre le pareti nude la amplificano (l'effetto non è necessariamente positivo, l'esempio estremo è l' "effetto eco" delle cattedrali, che disturba un'esecuzione pianistica): spostando lo strumento, può cambiare la resa sonora. Se in casa si ha la moquette, è bene acquistare degli isolatori (fondamentalmente dei piattini di plastica o metallo) per evitare che una dispersione eccessiva, pur tenendo conto che non sempre l'emissione maggiore è la più auspicabile.
    2. Se il volume è l'intensità del suono, il timbro ne è il colore. è grazie al timbro che riconosciamo le voci degli altri, o distinguiamo uno strumento musicale dall'altro: da un punto di vista fisico, le differenze del timbro corrispondono a differenze nella forma dell'onda sonora – mentre l'intensità del suono dipende dalla differenza tra minimo e massimo di oscillazione e l'altezza dalla frequenza, o numero di cicli d'onda per unità di lunghezza. L'alternativa fondamentale è tra timbri scuri, o dolci, e timbri chiari, o squillanti - normalmente associati anche a una maggiore potenza sonora. Dal punto di vista costruttivo questa differenza è in primo luogo dovuta alla consistenza del feltro dei martelli; l'intervento di un tecnico, che deve però essere esperto, può addolcire il timbro. Il timbro deve innanzitutto piacere a chi dovrà usare lo strumento, e su questo c'è poco da dire: de gustibus non est disputandum. Le preferenze, a dire il vero, tendono a variare nello spazio e nel tempo: i timbri scuri erano i preferiti in Europa, mentre America ed Asia preferivano suoni più aperti; oggi riscontriamo però nelle giovani generazioni anche del nostro continente una decisa tendenza ad apprezzare voci più chiare. Qualche parametro oggettivo lo si può trovare: sono più pregiati gli strumenti che presentano un'uniformità di colore (e di volume) in tutta l'estensione sonora, senza "salti" improvvisi. Per il costruttore è difficile raggiungere tale uniformità: uno dei punti più difficili è quello, nei medio-bassi, che corrrisponde all' "incrocio" delle corde. Altre zone insidiose, in tutti gli strumenti musicali (ma anche per i cantanti), sono le ultime note in basso e in alto, ove le condizioni di emissione sono estreme; va però detto che, in particolare per il pianoforte, tali note non vengono praticamente mai utilizzate.
  • Meccanica: chi ancora non suona tende a sottovalutare questo elemento, che è invece importantissimo (proprio questo, assai poco intuitivo, è uno degli aspetti fondamentali di superiorità del pianoforte a coda). Qui i parametri di giudizio sono più oggettivi che nel caso del suono: la meccanica, che trasmette alle corde l'azione dell'esecutore e determina la qualità del tocco, deve essere affidabile e precisa; questo non solo per riprodurre fedelmente le intenzioni artistiche del pianista, in particolare nelle note ribattute e nei passaggi più veloci, ma anche per consentire di suonare a lungo senza stancarsi. Una meccanica affidabile eviterà inoltre frequenti interventi di messa a punto.
  • Mobile: su questo punto si ha ben poco bisogno di consigli tecnici – noi stessi siamo maestri nel decidere dei nostri gusti estetici, e di cosa si può inserire al meglio nel nostro arredamento. Possiamo solo ricordare che non vi è relazione necessaria tra qualità del mobile e resa musicale dello strumento: va solo tenuto conto del fatto che pianoforti più alti (nel caso dei verticali, più lunghi in quello dei coda), offrendo maggiore spazio alle corde, hanno normalmente miglior resa sonora.
Quando si prova uno strumento, si tenga conto che il pianoforte acustico, anche quando fabbricato con le tecnologie più moderne, mantiene le caratteristiche del prodotto artigianale: tra esse, una certa variabilità tra pezzo e pezzo, anche a parità di marca e modello. Tale variabilità è comunque meno accentuata nei pianoforti prodotti su larga scala, specialmente laddove lo standard di qualità viene innalzato da severi controlli sulla produzione.