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Pianoforti digitali Kawai
Kawai è uno dei principali fabbricanti mondiali di pianoforti. Dalla profonda conoscenza dei desideri dei pianisti, degli aspetti strutturali e delle
possibilità espressive dello strumento tradizionale nasce la costante aspirazione ad avvicinarsi sempre più al fine ideale di ogni emulazione digitale: il pianoforte acustico.
Nel caso di Kawai la fonte d'ispirazione è ancora più ambiziosa: non un generico pianoforte tradizionale, ma il grancoda.
Avvicinarcisi è possibile grazie ad una convergenza di innovazione tecnologica e trasposizione sul digitale di procedimenti costruttivi tradizionali:
così il patrimonio di esperienza Kawai nel campo della produzione degli strumenti acustici si traduce in uno strumento elettronico d'avanguardia.
Due sono i terreni decisivi per giudicare quanto uno strumento digitale si sia avvicinato all'acustico: per il suono il campionamento del timbro
principale, quello di pianoforte; per il tocco invece la realizzazione del complesso tastiera–meccanica.
Suonare il pianoforte è tuttavia esperienza che coinvolge molto altro. Alcuni fenomeni sonori sono estremamente difficili da riprodurre:
si pensi alle variazioni timbriche che si accompagnano all'azionamento dei pedali ed alla dinamica (a seconda quindi si suoni piano o forte), alle differenze nella consistenza del feltro dei
martelli ed alla risonanza delle corde che vibrano per simpatia anche quando non vengono suonate direttamente.
Tutti questi sottili elementi sono stati analizzati dai progettisti del reparto ricerca e sviluppo, cui è affidata la realizzazione dei modelli d'élite,
dai primi RX–A, agli EX, alle odierne code Shigeru Kawai.
Ed è proprio dal suono del grancoda da concerto EX, destinato alle sale da concerto e ai
più prestigiosi concorsi pianistici internazionali,
che viene campionato il timbro principale dei pianoforti digitali Kawai.
Si è inoltre posta attenzione ad una serie di altre caratteristiche, meno centrali nella riproduzione del pianoforte classico ma necessarie per un prodotto della più alta
qualità: dagli "altri" suoni, che permettono al digitale una versatilità sconosciuta al pianoforte tradizionale,
al mobile, importante non solo per l'estetica ma anche per il sistema di diffusione sonora, alle dotazioni opzionali quali Concert
Magic ed effetti sonori. Nei modelli d'eccellenza della serie CA — quali CA93, CA111 e CS9 —
è stata perfino adottata una tavola armonica in abete, una delle caratteristiche più esclusive degli strumenti acustici.
Entriamo ora più nel dettaglio di alcune caratteristiche tecniche dei pianoforti digitali, e in parte (quella relativa alla riproduzione campionata del suono) degli
Anytime. Per i primi verranno indicati i modelli di pertinenza, tranne quando tale specificazione sia superflua
— di regola perché riferita alla generalità degli strumenti in produzione.
Tocco
Possiamo dividere le meccaniche Kawai in due grandi famiglie: quelle "convenzionali",
ispirate quindi al tradizionale obiettivo dei costruttori di pianoforti digitali, ottenere un buon rendimento a costi ragionevoli;
e quelle in legno, funzionalmente superiori, il cui modello è sì
il pianoforte acustico, ma a coda.
Meccaniche convenzionali
AHA sta per Advanced Hammer Action: si tratta di una meccanica pesata senza utilizzo di molle, anche per questo motivo molto realistica.
Il pianista avverte sotto le dita una resistenza simile a quella propria dei pianoforti tradizionali, con l'ulteriore accorgimento (dalla versione III in poi) che tale resistenza cresce
andando verso la parte bassa della tastiera.
AHA versione IV
La AHA IV, in seguito ulteriormente affinata con la versione f
(particolarmente mirata a dare maggior peso ai bassi), è stata ridisegnata per un ulteriore incremento delle prestazioni.
L'innovativa tecnologia Acoustic Reaction™ garantisce maggiore stabilità nei passaggi in fortissimo e mantiene il controllo anche nei pianissimo
più delicati.
AHA versione IVf
Una meccanica così accurata è del resto quanto ci si aspetta da uno dei più importanti costruttori
mondiali di pianoforti acustici, quale è Kawai.
Acronimo di Responsive hammer, è un avanzamento della precedente AHA.
Oltre ai miglioramenti nella direzione di un tocco sempre più prossimo a quello dei pianoforti tradizionali, da segnalare l'innovativa copertura dei tasti
Ivory touch, in comune con le meccaniche
RM3 Grand.
Meccaniche in legno
Resistenza all'affondo e dinamicità di risposta della tastiera del pianoforte acustico costituitiscono un modello ideale per tutti i digitali.
Chiediamoci dove si originino queste doti del pianoforte tradizionale:
- tasti in legno: è questo il componente che è da sempre usato per le tastiere dei pianoforti.
Ne è chiaro il vantaggio funzionale: il legno propaga le vibrazioni meglio degli altri materiali (questo il motivo per il quale viene impiegato anche per le tavole armoniche).
In un'esecuzione ce ne sono molte che arrivano alla mano dell'esecutore, originate dalle parti in movimento, dal letto della tastiera, perfino dal suono stesso prodotto dalle corde.
Queste sono importanti per il pianista, poiché forniscono informazioni immediate (in inglese si utilizzerebbe il termine feed-back)
che favoriscono una sorta di ideale fusione tra l'esecutore e lo strumento. Con una tastiera in materiale sintetico molte di queste informazioni vengono perse;
altra cosa invece l'utilizzo di materiali d'avanguardia nelle parti che devono ridurre l'attrito e limitare i danni dell'umidità — scelta questa fatta da Kawai
già molti anni fa (si veda la pagina dedicata alla meccanica Millennium III);
- correttezza di pesi e movimento: se si osserva la meccanica di un pianoforte acustico, si notano
alcune importanti particolarità:
- c'è un fulcro centrale in ogni tasto (che, da un punto di vista meccanico, è perciò una leva): il movimento del tasto è verticale,
al di qua e al di là del fulcro;
- le parti che trasmettono il movimento al martello sono alla fine del tasto: è pertanto qui che si esercita l'azione, che percepiamo come peso della meccanica;
- quando una nota viene suonata, la parte finale del tasto si alza e mette in movimento la meccanica;
- i martelli sono più pesanti nei bassi che negli acuti, per rispettare la proporzione con corde più lunghe man mano che la frequenza sonora scende;
- la corsa del martello si arresta bruscamente con l'impatto contro la corda.
Con l'introduzione della AWA, acronimo di "Acoustic Weighted Action", Kawai si propose un obiettivo ambizioso:
puntare direttamente a riprodurre il modello ideale di tocco del pianoforte a coda.
L'idea generò una famiglia di meccaniche — seguirono infatti la AWA Grand, evolutasi poi nella AWA Grand Pro
(rilasciata successivamente in versione II), progenitrice dell'attuale RM3 Grand —
ineguagliata per realismo, montata anche in strumenti di fascia media.
Ricapitolando poi le differenze di concezione costruttiva, notiamo subito due evidenti motivi — concernenti la meccanica: non ci occupiamo ora del suono, che pure influenza la percezione del
tocco — dell'indiscussa superiorità del coda rispetto al verticale:
- i coda hanno tasti in legno molto più lunghi. Questo consente un miglior bilanciamento, che si traduce in un controllo più preciso;
- nel coda i martelli salgono verso le corde, tornando con naturalezza alla posizione di riposo grazie alla forza di gravità.
Esaminando le principali caratteristiche delle meccaniche in legno Kawai, si noterà subito che non viene riprodotto solo il peso della meccanica,
ma anche l'intero movimento:
Funzionamento meccanica Awa Grand pro (versione I)
- esiste un perno centrale, ricoperto dello stesso feltro utilizzato negli strumenti acustici;
- tutte le parti componenti la meccanica sono poste alla fine del tasto;
- questa è messa in movimento dall'elevazione della parte terminale del tasto;
- viene inoltre riprodotta la differenza di peso che il pianista avverte nei bassi rispetto agli acuti; caratteristica questa in comune con le meccaniche convenzionali
AHA ed RH;
- la fine–corsa del tasto avviene contro una sbarra rigida: non vi è quindi un arresto graduale determinato da meccanismi a molla, che non sono in grado di riprodurre questa cruciale
caratteristica del tocco nel pianoforte tradizionale.
Pesatura della tastiera in una meccanica AWA
Questa meccanica rappresenta l'evoluzione del sistema AWA. È integrata dalla superficie
Ivory touch, elegante e funzionale, e in alcuni casi anche con l'emulazione di doppio scappamento.
meccanica RM3 Grand
(cliccare per ingrandire)
Caratteristiche comuni ai due tipi di meccanica
I modelli che montano le meccaniche RH ed RM3 Grand sono ricoperti da un nuovo materiale, simile all'avorio tradizionale alla vista e soprattutto al contatto.
La sua ruvidità e le caratteristiche di assorbimento del sudore, ottimali per il pianista, non solo ne determinano la gradevolezza al tatto ma soprattutto
— ostacolando lo scivolamento delle dita sui tasti — favoriscono le esecuzioni veloci.
proprietà della copertura in Ivory touch
Alcuni modelli equipaggiati con meccanica RH ed
RM3 Grand possono essere dotati questo meccanismo — che produce una sorta di resistenza
in fondo alla corsa del tasto — che simula la risposta al tocco del doppio scappamento, tipico dei coda:
la sensazione per il pianista è decisamente appagante, soprattutto dopo aver suonato per qualche minuto.
Suono
Pianoforte acustico
Un buon grancoda da concerto produce una gamma estesa di sfumature dinamiche, dal pianissimo al fortissimo.
È importante notare che ad ogni livello dinamico non cambia solo la potenza, ma anche il timbro: più il
volume si abbassa avvicinandosi al pianissimo, più semplice si fa la struttura armonica delle note generate.
Giovandosi della grande conoscenza dei pianoforti acustici, Kawai ha deciso di riprodurre questa complessità ricorrendo ad una tecnologia
d'avanguardia. I tecnici specializzati per i compiti più impegnativi — la preparazione dei grancoda per concerti e concorsi — hanno accordato, regolato e intonato i numerosi EX a
disposizione. Dopo una scrupolosa valutazione di molte ore, è stato scelto un pianoforte dalle caratteristiche eccezionali: il progenitore della serie CA.
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È stato poi effettuato un campionamento di estrema accuratezza nella camera anecoica dei laboratori di Ryuyo, che assorbe completamente ogni riflessione acustica:
si è così potuto catturare il timbro del grancoda EX selezionato allo stato puro.
Partendo da questo, l'esecutore potrà poi, a suo piacimento, introdurre un effetto di riverbero. |
| Un campionamento poco accurato non fa che riprodurre solo una piccola porzione della gamma dinamica di cui un pianoforte è capace.
Harmonic Imaging™, esclusivo procedimento Kawai, traccia invece con esattezza il timbro di un grancoda acustico EX per ogni nota
e per ogni grado dinamico. |
| Il suono non viene quindi solamente riprodotto nota per nota: ognuno degli 88 tasti è stato analizzato a diversi livelli di intensità,
dal pianissimo al fortissimo.
In questo modo si sfrutta completamente la ricchezza armonica di un grancoda da concerto EX: il digitale Kawai dispone di quella ricchezza armonica che rende
il pianoforte acustico così vicino al cuore di chi ascolta. |
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Anche questa tecnologia si è avvalsa di un notevole sforzo di innovazione; se ne sono poi succedute altre, ed ogni novità si è tradotta in maggior fedeltà
nel riprodurre il magnifico suono del pianoforte a coda:
- primo sviluppo, l'Harmonic imaging II
(CL26,
ES6,
CA111,
CP116,
CP136), con la possibilità in alcuni modelli del campionamento su tutte le ottantotto note
della tastiera: si evita così la necessità di approssimare per interpolazione;
- in seguito la tecnologia Progressive harmonic imaging (PHI), che fornisce dettagli timbrici ancora più ricchi, anche qui con campionamento per singola nota
(CL36,
CA13,
CN23,
CN33,
CN43,
CS3,
MP6;);
- ancora più avanzata poi la Ultra–progressive harmonic imaging (UPHI)
(CA63,
CA93,
MP10).
Quando suoniamo una nota in un pianoforte acustico, lo smorzatore — un fermo guarnito di feltro — si alza e permette alle corde sottostanti di vibrare.
Se contestualmente azioniamo il pedale di destra, si solleveranno anche tutti gli altri;
in questo modo premendo una singola nota otterremo non solo quel suono, ma anche molti altri che vibrano per simpatia, senza quindi essere causati da una percussione: potete
facilmente sperimentare il fenomeno, più facile ad ascoltarsi che a spiegarsi, mediante una semplice prova diretta.
Questa sottile peculiarità dei pianoforti acustici, che conferisce pienezza sonora all'esecuzione, è spesso trascurata nei pianoforti digitali:
Kawai ha sviluppato un sofisticato algoritmo che la riproduce quando utilizzate il
pedale destro. Come per la maggior parte degli altri effetti,
l'intensità è regolabile.
Un fenomeno analogo si produce, sempre per simpatia, anche in assenza di azionamento del pedale destro.
Questa funzione lo ricrea con molto realismo.
Quando un tasto è azionato velocemente e con forza si genera, particolarmente nei bassi, un'ulteriore sfumatura sonora:
si tratta del suono dello smorzatore che ritorna a toccare le corde non appena il tasto (o il
pedale di risonanza) viene rilasciato.
Quando un tasto è azionato velocemente e con forza si genera, particolarmente nei bassi, un'ulteriore
sfumatura sonora, riprodotta dall'avvento della generazione 2007 della serie CA Kawai in poi:
si tratta del suono dello smorzatore che ritorna a toccare le corde non appena il tasto (o il
pedale di risonanza) viene rilasciato.
È possibile regolare il ritardo dei martelli nel percuotere la corda quando si suona premendo il
pedale sinistro.
Questo parametro regola la rumorosità della meccanica quando torna in posizione dopo il rilascio del tasto.
Pianoforte elettrico
L'effetto ricrea quanto si produce negli strumenti elettromeccanici quando si alzano le dita da un tasto.
Questa funzione imposta il ritardo con il quale si avverte l'effetto di cui al punto precedente .
Altri effetti
Altre funzioni, in combinazione con le altre precedentemente elencate, affinano ulteriormente il realismo della sonorità dei digitali Kawai.
- eco (delay)
- tremolo: consigliato per le voci di vibrafono o pianoforte elettrico
- chorus: eccellente per i registri moderni (Electric piano e Pop piano)
- rotary speaker: si tratta del famoso effetto Leslie, da abbinarsi al registro Jazz Organ;
la velocità di rotazione è controllata dal pedale sinistro
- ottimizzazione acustica posizione (Wall EQ)
(CA93,
CA111):
questa funzione rende possibile selezionare un'equalizzazione differente a seconda il pianoforte sia addossato ad una parete o lontano da essa.
- prolungamento suono (damper hold)
(CN33,
CN43,
ES6,
CA63,
CA93,
CS6,
CS9,
MP6,
MP10)
in coincidenza con l'azionamento del pedale di risonanza, si può decidere di
tenere suoni continui quali organo o violino anziché farli decadere come nelle impostazioni di fabbrica.
Tecnico virtuale
Sul pianoforte acustico si effettuano periodici interventi di accordatura, che non sono necessari sul pianoforte digitale in quanto il
suono non si altera nel corso del tempo: non è infatti determinato da materiali sensibili alle variazioni di umidità come accade nello strumento tradizionale.
Il lavoro del tecnico permette però, specialmente sul pianoforte a coda, di adattare il suono ai gusti dell'esecutore.
Kawai ha creato alcune avanzate opzioni software per ricreare queste opportunità.
Un tecnico esperto può trasformare il timbro di un pianoforte acustico, operando sui martelli. Quest'operazione, estremamente impegnativa, è detta "intonazione":
si effettua pungendo con speciali aghi il feltro per ammorbidirlo, più di rado ricorrendo ad altri artifici per indurirlo. La funzione Virtual Voicing, esclusivo
procedimento Kawai reso possibile dalla tecnologia Harmonic Imaging (nel
DP1 si usa un altro procedimento), permette di intonare virtualmente:
si può agire sul colore del suono come potrebbe fare il migliore tecnico, perdipiù in modo completamente reversibile
In molti modelli Kawai è possibile accordare lo strumento con sistemi alternativi a quello temperato
o equabile, consacrato dal Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach:
vi sono ben sette alternative – oltre al sistema temperato in due versioni (semplice o con curva crescente di accordatura, che fa
risaltare i toni alti), quello pitagorico ed una serie di sistemi in voga in epoca rinascimentale e barocca.
La funzione key temperament permette di scegliere la tonalità nei temperamenti non equabili.
I temperamenti adottati sui pianoforti digitali Kawai
-
equabile integrale: la scala viene divisa in dodici semitoni proporzionali: questo rende equivalenti, se non
per la frequenza, le diverse tonalità, rendendo agevole la modulazione;
- equabile adattato: si tratta di un adattamento del precedente, rigidamente matematico, alla fisiologia
dell'udito (la capacità ricettiva varia a seconda della frequenza del suono). È questa l'accordatura predefinita per i suoni di pianoforte;
- Mersenne puro (maggiore e minore): elimina la dissonanza tra le terze e le quinte. Il prezzo da pagare è rappresentato da quelle indotte dal cambio di
tonalità. L'armonia timbrica è però straordinaria: per questo motivo il Mersenne è molto apprezzato per la musica corale;
- pitagorico:
basato su semplici rapporti matematici per eliminare la dissonanza delle quinte, è di difficile utilizzazione negli accordi, ma produce linee melodiche molto caratteristiche;
- mesotonico:
impiega un tono medio tra il minore ed il maggiore integrali per eliminare la dissonanza delle terze.
Inventato per eliminare certi difetti del Mersenne (la mancanza di consonanza in alcune quinte), produce accordi più belli che l'equabile;
- Werkmeister III, Kirnberger III: questi temperamenti sono situati tra quello medio e quello pitagorico.
Utilizzati in brani con poche alterazioni, producono i bellissimi accordi del tono medio; con l'aumento del cromatismo, si avvicinano invece alle melodie caratteristiche del pitagorico.
Vengono impiegati principalmente per i brani barocchi, per fedeltà alle esecuzioni dell'epoca.
È convenzione impostare il la centrale a 440 Hertz; spesso tuttavia — in particolare nella musica d'insieme — si opta per una frequenza lievemente più acuta (o, meno spesso, più grave). Questa funzione
consente di adeguare l'accordatura all'altezza desiderata.
Si tratta di un accorgimento talvolta adottato nella messa a punto dei pianoforti da concerto: la sezione bassa viene accordata ad una frequenza lievemente inferiore,
mentre all'opposto quella acuta viene forzata verso l'alto.
La "durezza" della meccanica è senza dubbio una delle caratteristiche del pianoforte acustico che più interessano al pianista; essa dipende dalla progettazione dello
strumento, ma anche dalle scelte dell'accordatore: quella della regolazione della meccanica in generale è uno dei terreni principali dell'assistenza tecnica.
Questa funzione permette di impostare la resistenza del tasto agendo sulla risposta sonora, secondo differenti settaggi predefiniti.
Pedali
I pedali riprendono le funzioni di quelli del pianoforte a coda (sul verticale quello centrale comanda solitamente la sordina, funzione evidentemente inutile su un digitale).
L'elenco è in ordine di disponibilità nei digitali, che possono infatti averne uno, due o tre (in quest'ultimo caso, perlopiù incorporati nel mobile o,
come si dice per brevità, "fissi").
Detto anche "di risonanza" o "del forte", ha il compito di permettere alle corde di vibrare liberamente, senza essere arrestate dagli smorzatori.
Non si tratta semplicemente un interruttore on/off: premendolo tutto, gli smorzatori si alzeranno completamente; è anche possibile abbassarlo leggermente, con effetto parziale.
I pianisti ricorrono abbondantemente a questa tecnica, detta di mezzo–pedale, per graduare al livello desiderato la risonanza delle corde.
La funzione "mezzo–pedale" Kawai è in grado di ricreare con accuratezza questa caratteristica.
Questo pedale, detto anche "del piano", nei pianoforti a coda sposta verso sinistra la tastiera, riducendo così il numero delle corde messe in vibrazione dalla percussione
del martello ove queste sono tre o due (l'effetto è appunto denominato una corda):
ne scaturiscono un'attenuazione di intensità e una modificazione nel colore del suono — viene infatti usato per eseguire i pianissimo.
Il pedale sinistro dei verticali ne è un surrogato: l'effetto è simulato accorciando la corsa dei martelli, ma in questo modo, anche prescindendo dalle indesiderabili alterazioni
del tocco, si perde la tipicità timbrica del pianoforte a coda.
Non così nel caso dei molti modelli Kawai che ne sono dotati (tutti quelli che hanno almeno due pedali): il pedale del piano non si limita ad attenuare il volume,
ma ricrea anche questa preziosa sonorità.
Pedale centrale
Si tratta del pedale "tonale" (o "del sostenuto") nei pianoforti a coda, una delle ultime importanti innovazioni — pur vecchia
di più di un secolo, essendo del 1874 — nel campo dei pianoforti acustici. Ne dispongono quasi tutti i coda di recente costruzione,
ma pochissimi verticali, tra i quali le versioni per l'Italia di K–6 e K–8 Kawai, al pari di quella dei precedenti CS–40, K–60, K–80.
Ma allora, ci si chiederà, cos'è il pedale centrale che è visibile in quasi tutti i pianoforti verticali prodotti negli ultimi decenni?
Si tratta della sordina: tramite l'interposizione di un panno tra corde e martelli limita il disturbo per i vicini, a prezzo tuttavia di notevoli alterazioni non solo di timbro ma anche di tocco.
I pianoforti digitali non necessitano evidentemente della sordina (esistono già la regolazione del volume esterno e, a voler tagliar la testa al toro, le cuffie): il pedale di centro, quando esiste, ha
quindi la funzione di tonale.
Servizi di allocazione della tastiera
Sotto questa denominazione raggruppiamo alcune delle funzioni più generali che riguardano l'organizzazione del pianoforte digitale, in particolare l'associazione dei suoni ai tasti.
In tutti i pianoforti digitali Kawai le voci in dotazione possono venire utilizzate anche due alla volta; un tipico abbinamento è quello tra un suono percussivo ed uno tenuto (pianoforte o
clavicembalo con archi), in modo che questi si integrino a vicenda. Questa funzione non è propriamente presente nei pianoforti da palco (MP6 ed MP10),
che essendo ampiamente programmabili dispongono in realtà di alternative ancora più potenti.
Il Dual può anche prevedere regolazioni sofisticate, quali:
Variazione di ottava del suono sovrapposto (layer octave shift)
CN43,
CA63,
CA93
CS6,
CS9
Permette di innalzare od abbassare il suono di accompagnamento.
Consente di controllare la sensibilità dinamica di due suoni al fine di creare tra di essi una perfetto equilibrio: per alcuni abbinamenti — specie in presenza di
dinamica poco differenziata — non è sufficiente regolare il bilanciamento relativo del volume per ottenere il risultato desiderato.
In molti modelli si può scegliere una nota che divida la tastiera in due parti assegnate a voci diverse. È questa una classica tecnica per aggiungere una voce di basso al cantabile.
Le serie CP e soprattutto MP non sono dotate di un semplice split, bensì di forme più complesse di divisione della tastiera.
Per arricchire le opzioni dell'esecutore, può essere prevista la funzione:
Con questa funzione è possibile assegnare alla parte bassa della tastiera suoni più acuti di una, due o tre ottave.
Si avranno così a disposizione più timbri nella parte cantabile.
Questa funzione presenta qualche analogia formale con la split:
anche qui la tastiera viene divisa, ma per permettere a due pianisti di
suonare contemporaneamente: grazie ad una doppia trasposizione, i due esecutori si trovano infatti a disporre della medesima estensione di suoni; il pedale del piano, inoltre, viene trasformato in
pedale del sostenuto per chi suona a sinistra. Come la funzione seguente, è stata escogitata soprattutto per l'apprendimento.
Altro
Si tratta di una collezione di esercizi di riscaldamento, quali scale minori e maggiori e studi di Hanon.
Questi sono completati da pagine di didattica tipica del primo anno (modelli diversi sono corredati da Czerny, Burgmüller, Beyer o Bach).
Si possono eseguire questi esercizi pre-registrati, modificarne la velocità, ascoltarne solo la parte per una delle due mani e anche
comparare la propria esecuzione con quella di serie nello strumento, preparata da professionisti.
Ognuno di noi è musicale, anche se spesso si tratta di una potenzialità inespressa.
Quest'attitudine non si riferisce al mero ascolto passivo della musica: la maggior parte delle persone vorrebbe suonare uno strumento musicale, di norma il pianoforte o altri strumenti a tastiera.
Concert Magic include diversi
brani musicali, che vengono eseguiti premendo ripetutamente un solo tasto; mentre questa funzione immette le note nella sequenza corretta, è chi suona a dirigere l'interpretazione
dell'esecuzione — lenta o veloce, piano o forte.
Kawai ha sviluppato questa funzione per mettere in grado chiunque di interpretare un brano musicale, anche i familiari di chi già suona.
L'acquisto non è più per uno, ma per tutti.
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