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Brochure: meccanica Millennium III

Meccanica Millennium III

Le meccaniche di pianoforte sono state fatte a lungo in legno, soluzione ancora oggi largamente adottata.
Kawai ha da tempo trovato un'innovativa soluzione con la Ultra-responsive Action in ABS (acronimo di Acrilonitrile-Butadiene-Stirene), un composto di grande pregio, utilizzato nonostante il suo costo per merito delle qualità, in primo luogo resistenza agli urti: un approfondimento sulle caratteristiche di questo materiale nella voce in inglese di Wikipedia.

Ulteriori studi hanno poi portato ad un importante affinamento, la Millennium III in ABS al carbonio, una nuova fibra creata per infusione nell'ABS.


meccanica Millennium III


Il risultato è una meccanica del 16% più veloce nel caso dei verticali, e del 25% in quello dei coda. Risposta e ripetizione sono superbe.



Su questa meccanica si consulti la brochure in pdf; interessante anche l'approfondimento sul sito Kawai America.



Riportiamo di seguito anche il parere di un influente tecnico tedesco, da EuroPiano.

Componenti di sintesi nelle meccaniche
di pianoforti verticali e a coda
di Heiner Sanwald

Sì, io amo l'odore del legno e la bella sensazione nell'accarezzarne la liscia superficie. Io posso entusiasmarmi per una bella venatura e ammirare l'elasticità e la forza di un albero e apprezzare con profondo rispetto e con grande emozione le differenze nei piccoli stiletti dei martelli. Quando percepisco le vibrazioni di una tavola armonica ben costruita vivo uno dei momenti più belli della giornata. Il legno è un meraviglioso e nobile materiale. Rende vivo suono ed eleganza, solidità e contemporaneamente ha un proprio carattere. Nessun legno è uguale all'altro. Ogni tipo di legno ha i suoi particolari pregi e caratteristiche.

Da quando ho deciso di diventare tecnico costruttore di pianoforti il legno mi accompagna. Ho imparato a rispettarlo, lavorarlo e amarlo. Non posso immaginare la realizzazione di un pianoforte senza legno, né oggi né domani.

Ma non posso neppure chiudere gli occhi di fronte alle possibilità che oggi ci vengono offerte.

Quando Cristofori creò il pianoforte si è servito dei materiali che esistevano 300 anni fa. Legno, feltro, cuoio e metallo. Sicuramente conosceva molto bene il legno e scelse le migliori qualità esistenti in quell'epoca. Le generazioni successive hanno aggiunto la loro esperienza e hanno portato man mano il pianoforte verticale ed a coda ad ottenere la precisione oggi raggiunta. In questo percorso è stato sempre tentato e sperimentato l'uso di materiali alternativi, ma alla fine i costruttori sono ritornati alle regole canoniche della costruzione (legno, metallo, feltro e cuoio). È sempre esistita però la consapevolezza che, specialmente nell'uso del legno, alcune funzioni nel pianoforte erano problematiche. Perciò noi costruttori di pianoforti abbiamo rinforzato la barra della tastiera con l'acciaio. Molti produttori hanno provveduto a rinforzare il letto della tastiera con inserimenti di metallo per mantenere perfetta la superficie: supporti che proteggono il legno dalle sue naturali alterazioni. Straordinarie e pratiche soluzioni che nessun serio costruttore di pianoforti di oggi mette in dubbio. Noi tecnici abbiamo anche sempre saputo che le meccaniche dei pianoforti verticali ed a coda subiscono le variazioni di temperatura e umidità. Naturalmente noi stringiamo tutte le viti allentate, aggiustiamo qui e registriamo là perché la composizione della meccanica, dopo migliaia di sollecitazioni, umidità e temperature ambientali si è modificata e di conseguenza cambia la registrazione. Nulla di nuovo, è un concetto ben conosciuto. Ciò nonostante, e io non mi escludo, noi abbiamo sempre considerato il legno come elemento sacro e non abbiamo accettato altri componenti nella costruzione del pianoforte. Io mi ricordo ancora benissimo di aver dichiarato: "Non c'è nessuna alternativa al legno per la meccanica. Il tocco viene falsato, la registrazione è meno stabile, i perni si bloccano. In casa mia non entrano meccaniche di plastica".

Da più di vent'anni io lavoro con la casa costruttrice Kawai. Questa azienda, già da 35 anni, utilizza l'ABS — uno composto dello stirene – per le meccaniche di pianoforti verticali e a coda. Nonostante alcune resistenze inziali da parte di negozianti, Kawai ha proseguito con decisione su questa strada innovando passo a passo. Siccome il mercato europeo ha avuto maggior pregiudizio nei confronti delle meccaniche con componenti sintetici, il cambiamento nei pianoforti a coda è stato posticipato e si è data priorità ad intervenire sui pianoforti verticali. Molto intelligentemente ed a piccoli passi Kawai ha, come prima cosa, sostituito con ABS solo alcune parte sino ad arrivare alla costruzione completa della meccanica. Ammettendo che non ero entusiasta, anzi abbastanza diffidente, devo riconoscere che la meccanica funzionava, non ho mai avuto difficoltà con la clientela ed effettuato alcun intervento tecnico particolare. Non ho mai avuto problemi. Sia da un punto di vista del suono che del prezzo i pianoforti verticali erano molto ben accettati, restava il mio punto di vista: nessun materiale sintetico nella meccanica dei coda. Quando fui invitato a visitare la fabbrica dei pianoforti a coda in Giappone mi tranquillizzai. Nessun coda con ABS per l'Europa. Naturalmente sì per Stati Uniti, Giappone e resto del mondo. Se insisteranno con il materiale sintetico io non lo voglio nelle code. Nel 2000 mi fu presentata la nuovissima serie di pianoforti a coda Shigeru Kawai. La fabbrica Kawai offriva, dopo tanti anni di ricerca e sviluppo, questi strumenti come serie di eccellenza. Il suono e la lavorazione mi entusiasmarono subito. Il tocco e la ripetizione erano convincenti. Bellissimi strumenti con grande attrazione sul mercato. Orgogliosamente i rappresentanti di Kawai mi informarono che la nuova meccanica ABS era in dotazione ai pianoforti Shigeru Kawai. Allora era successo! La mia seconda reazione fu quindi negativa: Kawai aveva fatto quello che non volevo. Per i pianoforti verticali potevano contare sulla mia tolleranza e lealtà: ma con i coda? Però... il risultato era ottimo. Kawai aveva anche preparato una serie di dati dove si evidenziava quanti pianoforti a coda con meccanica ABS erano stati venduti sino a quel momento. Avevano anche il numero di quanti pianoforti con ABS io avevo venduto... e o dovetti ammettere di non aver avuto il minimo problema. Quindi, torniamo a quel che conta della meccanica: tocco e sensibilità sono straordinari. Non sono assolutamente inferiori ad una meccanica di legno: l'ABS è contemporaneamente superiore nella tenuta della regolazione, nella resistenza all'umidità e questo fa parte della natura del materiale. Cosa mi disturbava quindi? Che dovevo rassegnarmi ad un cambiamento e miglioramento che non avevo potuto prevedere? Io semplicemente non ci credevo, ero diffidente ma curioso.

In principio la Kawai non aveva avuto torto con la propria filosofia. In quale settore non si erano cambiati i materiali per oggetti della vita quotidiana? I velisti usano GFK e solo alcuni nostalgici il legno pur sapendo che debbono ogni anno risigillare la barca e riverniciarla. I campioni di tennis appendono le loro racchette di legno nei clubs come decorazione ma usano nelle competizioni racchette al carbonio. Sulla mia automobile non vi è neppure un pezzo di legno perché non potrebbe reggere le sollecitazioni odierne. Tutto ciò lo sapevo, ciò nonostante avevo delle resistenze nell'accettare l'uso dell'ABS per la meccanica dei pianoforti a coda.

Questo mio atteggiamento era dato dalla sensazione si separarsi da un'amata e radicata tradizione? Era forse uno degli ultimi bastione dell'arte del pianoforte che veniva sacrificato al progresso? Era forse un ricordo degli anni '60 e dei falliti tentativi di sostituire il legno con materiali inadeguati? Forse era anche la preoccupazione di instillare dubbi nei miei clienti e pianisti? Tuttavia ero vicino a prendere, su questo tema, una chiara e propria posizione. Oggi viviamo l'anno 2006 e di nuovo la Kawai mi propone una novità: il carbonio – uno dei più resistenti materiali esistenti sul pianeta – è stato miscelato con ABS. Ne è derivato un prodotto leggere, robusto e totalmente insensibile all'umidità. I singoli componenti sono stati riprogettati. Tutti questi li trovo anche nelle altre meccaniche di legno: ma ogni pezzo è diverso: più stretto, più leggero, più efficiente e più moderno... fa tutto quello che ci si può aspettare da una meccanica.

Questo è un reale progresso nella costruzione del pianoforte! Ma è anche una grande opportunità per il nostro settore: in quanto il confronto aperto con materiali e tecnologie arricchisce la nostra professione ed è una garanzia per la possibilità di competizione del pianoforte nel futuro.





Heiner Sanwald

Nato nel 1948 a Neustadt, Germania, a 14 anni ha iniziato la sua attività lavorativa come apprendista in una piccola fabbrica di pianoforti a Kaiserslautern. È poi diventato tecnico costruttore presso la Pfeiffer di Stoccarda. A 23 anni ha ottenuto il diploma di master e, quale più giovane tecnico costruttore in Germania, gli è stato assegnato il compito dell'ispezione finale degli strumenti. Nel 1974, Heiner Sanwald ha rilevato l'azienda di pianoforti Lepthien, fondata da Arthur Lepthien nel 1930. Grazie al suo profondo impegno, la piccola ditta ha progredito diventando il più grande negozio di pianoforti della Germania sud-occidentale concessionario di una linea di pianoforti verticali ed a coda di grande livello. Il laboratorio è specializzato anche nella riparazione e ricostruzione di pianoforti verticali ed a coda e dà un servizio tecnico di altissima qualità ad utilizzatori privati, istituzioni, teatri e sale da concerto. Heiner Sanwald ha trasmesso la sua esperienza e abilità. È stato membro della commissione d'esame per i diplomati della School for Piano Building di Ludwigsburg. Tiene seminari in Europa e oltre oceano e fornisce pianoforti ed assistenza tecnica a numerosi festivals musicali internazionali e per registrazione di CD effettuate da famosi artisti.



meccanica Millennium3